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CANTINE APERTE – UN VIAGGIO NEL GUSTO / I giorno

Dal 1993 non è passata un’ultima domenica di maggio in Umbria senza l’evento Cantine Aperte: una due giorni ricca e intensa per conoscere l’Umbria, il suo territorio, la sua gente e i suoi vini. Da anni, favorendo il contatto con gli appassionati dei percorsi enogastronomici, la filosofia di Cantine Aperte ha creato uno stile di viaggio nuovo che, con lo sfondo delle tenui e dolci colline umbre, lo rende un must per turisti e viaggiatori di ogni genere. Un’Umbria che si mette in moto, in tutti i sensi. E allora non vi resta che montare in sella sulla vostra due ruote e seguire km dopo km il percorso che Baruffaldi ha creato per voi.

I giorno

Indipendentemente dal vostro punto di partenza l’uscita stradale che dovete tenere d’occhio sulla E45 è quella di Ponte San Giovanni, facile da individuare in mezzo a tante, e proseguire in direzione Torgiano sulla SP401. Vi accoglierà una campagna verde e ben curata che, nella luce di metà mattina, fa dei suoi vigneti il fiore all’occhiello della produzione enogastronomica umbra. E allora perché non approfittarne? La vostra prima fermata sarà l’azienda vinicola Terre di Margaritelli che, con i suoi 60 ettari di terreno tutti certificati biologico, appoggiato sulla collina di Miralduolo, crogiuolo da secoli della migliore area vinicola del posto (non a caso DOC dal 1968 e DOCG dal 1990), vi accoglierà con il suo Trebbiano, Grechetto, Sangiovese e Canaiolo. Un’ora passerà in un battibaleno.

Proseguendo verso il borgo arroccato di Torgiano, patria del Museo del Vino, al primo semaforo che vi trovate di fronte voltate verso destra prendendo la strada provinciale 403 e fate una tappa presso le famose Cantine Lungarotti, che dagli anni ’60 grazie alla sua produzione di Rubesco, Torre di Giano e Falò tra gusto e storia vi offrirà un giro gratuito presso il già citato Museo del Vino (per un po’ la vostra moto potrà stare anche a riposo perché il Museo è collegato alla cantina tramite un simpatico trenino che vi porterà al centro di Torgiano). Il Museo, nato da un’idea di Giorgio Lungarotti e curato dalla moglie Maria Grazia Marchetti, vi farà percorrere un viaggio nei secoli mostrandovi come questa importante bevanda ha assunto ruoli simbolici e significati diversi nelle diverse civiltà passate fino ad arrivare ai giorni nostri. Tornati alla Cantina potrete gustare un ottimo pranzo con prodotti tipici umbri serviti dalle aziende gastronomiche ospitate dalla Cantina.

Rifocillati a dovere, sarete pronti a ripartire verso nuove oasi del gusto. Con il vento tra i capelli percorrendo la strada provinciale 403 e costeggiando splendide località come l’arroccata Bettona, potete ammirare in lontananza alla vostra sinistra la cupola della Basilica di Santa Maria degli Angeli che contiene al suo interno la famosissima Porziuncola, la chiesetta costruita da San Francesco, e ancora sullo sfondo, alle pendici del Monte Subasio, Assisi, città del Santo Patrono d’Italia. All’altezza del distributore Cacciamani imboccate a destra via della Formella. Quello che vedranno i vostri occhi saranno immense distese di vitigni che, tra i comuni di Bevagna e Montefalco, rendono le colline umbre un insieme di colori da vedere e sapori da gustare strizzando l’occhio anche all’architettura: facente parte della Tenuta Castelbuono, il “Carapace” del maestro Arnaldo Pomodoro ne è un fulgido esempio. Sei anni di lavoro per un’opera unica ai confini di scultura e architettura in cui si vive e si lavora e che, dal giugno 2012, è stata aperta al pubblico per visite e degustazioni. Un luogo in cui vino, scultura, natura e arte, il tutto sotto l’ala protettiva di una grande cupola ricoperta di rame, rendono la degustazione un percorso introspettivo tra la terra e il cielo senza paragoni.

Parlando di arte non possiamo non fare riferimento alla splendida cittadina medievale di Bevagna che, con le sue mura e le sue stradine sarà la prossima tappa del nostro viaggio su due ruote. Arrivando da via della Formella vi troverete Bevagna di fronte e non potrete non restarne affascinati. Insignita del titolo, come molte altre città umbre, di “più bel borgo d’Italia”, Bevagna deve il suo nome alle “bevagne”, tessuti che vi si producevano fin dai tempi antichi. Sì perché è impossibile parlare di Bevagna senza citare i tempi andati. Dall’età del Ferro questa cittadina ha avuto alterne vicende che l’hanno portata ad essere in epoca medievale una tra le tante città contese tra signori e Stato Pontificio. Lotte che però, occorre sottolinearlo, non hanno minato in nessun modo la sua bellezza incastonata tra le colline umbre.

Sempre restando in zona Bevagna, recatevi verso la famosa Cantina Adanti, raggiungibile proseguendo per la strada regionale 316 che attraversando le rigogliose colline ricoperte di vitigni nei dintorni di Montefalco vi porterà, prendendo il bivio a sinistra sulla strada provinciale 443 in via Arquata, punto di partenza per raggiungere la Cantina. Una azienda agricola, quella Adanti che rappresenta, tra tutte le cantine umbre, il giusto rapporto tra storia e modernità. Situata nelle stupende zone collinari tra Arquata e Colcimino, famose sin dall’antichità per il terreno fertile, la cantina produce Sagrantino e Montefalco Rosso, nel vecchio convento dei Frati Celestini, sorto sui resti del periodo romano e poi del tardo rinascimento.

Lasciandovi l’Azienda Agricola Adanti alle spalle, imboccate a destra via Teverone che ha la particolarità di costeggiare, racchiudendole, tutte le cantine agricole della zona, fino a raggiungere Località Torre (che si troverà alla vostra destra). Qui la tenuta Arnaldo Caprai, leader da trenta anni della produzione del famoso Sagrantino di Montefalco, vi accoglierà per la vostra ultima degustazione prima del meritato riposo notturno dopo la visita di Montefalco che deve il suo toponimo all’imperatore Federico II di Svevia che, visitando questi luoghi nel XIII secolo e constatando il gran numero di falchi presenti nell’area decise di cambiare il nome del luogo da Coccorone (Cors Coronae) a quello che oramai tutti conosciamo.

Itinerario del Secondo Giorno

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